Cinque interventi in quattro giorni

Cinque interventi in quattro giorni e tre persone, di cui un bambino di quattro anni, miracolati!

Questo il resoconto di quattro giorni molto intensi per la Stazione di Verona che ha dovuto anche registrare una persona deceduta per un malore mentre saliva al Santuario della Madonna della Corona.

Ma andiamo con ordine.

La giornata più intensa è stata quella di mercoledì 21 agosto, cominciata con la chiamata per un auto finita nella scarpata lungo la strada che collega Lugo di Grezzana con Erbezzo. Fortunatamente il conducente, dopo un volo di circa 15 metri, è uscito illeso (miracolato n°1) dall’incidente anche se, probabilmente dovrà cambiare macchina…

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Mentre le squadre stavano rientrando da questo intervento, la centrale del 118 di Verona ci ha attivati per una caduta in mountain bike sopra Boscochiesanuova. Mentre la squadra si dirigeva sul posto, l’elisoccorso del SUEM di Verona, intervenuto prontamente, è riuscito a raggiungere l’infortunato (che fortunatamente  si trovava in campo aperto), a stabilizzarlo e a portarlo all’ospedale di Borgo Trento per una sospetta frattura di clavicola.

Nel pomeriggio dello stesso giorno, i volontari che stavano effettuando l’assistenza presso la Colma di Malcesine, all’esibizione del Coro dell’Arena organizzata da Funivie Malcesine – Monte Baldo, sono dovuti intervenire, nei pressi del concerto, per una signora che si era procurata la frattura della caviglia, probabilmente a causa delle calzature inadeguate.

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Il giorno dopo, il 22 agosto, siamo stati allertati per un malore occorso ad un escursionista che stava percorrendo il “Sentiero del Pellegrino” che da Brentino sale a Madonna della Corona. Purtroppo, malgrado il rapido sopraggiungere dell’equipe dell’elicottero del 118 di Verona, per il povero escursionista di 65 anni non c’è stato nulla da fare.

Ieri, 25 agosto, l’ultimo intervento in ordine cronologico. Ancora una volta in zona Valsorda, Val Baiaghe, Ponte Tibetano. Una famigliola, composta da padre, bambino di 4 anni e madre in stato interessante all’ottavo mese di gravidanza, volendo salire a Malga Biancari lungo la Valsorda, dopo aver letto che il sentiero era per escursionisti esperti, ha deciso di salire per il sentiero più a sud-ovest che percorre la Val Baiaghe. Purtroppo anche questo sentiero non è un percorso agevole e facilmente percorribile e in un tratto particolarmente impervio il padre, mentre aveva in braccio il figlio, è caduto facendo un salto verticale di sei-sette metri e poi una scivolata per altri tre per poi arrestarsi su una piccola cengia sopra un ulteriore salto di altri cinque-sei metri.

La moglie, malgrado lo spavento, è riuscita a chiamare il 118 che ha immediatamente allertato la Stazione.

Geolocalizzati grazie ad una procedura in uso al soccorso alpino, gli infortunati sono stati raggiunti dai volontari, dapprima a piedi e poi con delle brevi calate di corda. L’infermiere della Stazione ha quindi potuto constatare lo stato di salute dei due: il bambino, pur spaventato e infreddolito, non ha riportato alcuna lesione (miracolato n°2) mentre il padre se l’è cavata con una distorsione alla caviglia (miracolato n°3).

I volontari hanno quindi calato alla base del salto dapprima il bimbo e poi il padre. Infine, con barella portantina, hanno portato quest’ultimo fino alla strada, circa 200 metri più in basso, mentre madre e bambino venivano accompagnati a piedi.

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Foto Gianni Robbi – Albertini Maurizio – Mariana Zantedeschi – Rossi Fabio – Giusi Furioni – CNSAS Stazione di Verona.

Cogliamo l’occasione per ringraziare quanti, in questo periodo, si sono interessati al nostro problema della mancanza di una base. Abbiamo avuto notevoli dimostrazioni di solidarietà e anche qualche offerta, soprattutto da privati cittadini o da qualche gruppo di Protezione Civile. Purtroppo, per ora, una soluzione percorribile non è ancora stata trovata. Confidiamo che, quanto prima, le Istituzioni si facciano carico del problema.