E’ Assurdo!!!

Arriva l’attivazione dalla Centrale del 118.

Giungiamo a Boscomantico di fretta.

E’ lì che abbiamo, da ormai parecchio tempo, mezzi e materiali. Siamo ospiti dell’Aeroclub Boscomantico. Ognuno arriva con la propria macchina e la propria storia.

Chi ha lasciato il lavoro, chi la famiglia nel bel mezzo di una festa di compleanno, chi gli amici ancora seduti a tavola per un pranzo programmato da tempo, chi i propri hobbies.

Tutti con l’unico intento di fare presto. Di partire quanto prima per raggiungere chi, in montagna, si è fatto male e ha bisogno di noi.

Ma tanto in fretta ora ci è davvero difficile. Se la situazione fino a poco tempo fa era complicata ma (quasi) sostenibile, ora è davvero critica. I mezzi si trovano molto distanti da dove, in un vecchio garage offertoci gentilmente dall’Aeroclub Boscomantico, teniamo stipati materiali e vestiario tecnico personale. Per andare a recuperarli ci vuole almeno un quarto d’ora. Ma noi in un quarto d’ora di solito eravamo già per strada, con le sirene e i lampeggianti accesi…

Sono partito da lavoro in fretta, lasciando i miei ragazzi di scuola sui banchi. Un po’ allibiti (non più di tanto perché ormai mi conoscono) ma molto contenti per il fatto di saltare qualche ora di matematica. Quando arrivo a Boscomantico avrei bisogno di andare in bagno. A scuola non ho ovviamente fatto in tempo… Ma non posso. A Boscomantico, non abbiamo un bagno. A volte, quando proprio non si può resistere, siamo costretti a “sfruttare” gli alberi della zona…

Per questa volta cerco di resistere…

Per fortuna abbiamo deciso di lasciare il fuoristrada di primo intervento vicino al magazzino. Sotto una tettoia improvvisata per non lasciarlo proprio alle intemperie. Mentre salgo sul mezzo, sono  concentrato su quanto dovremo fare, sulle strategie da utilizzare per raggiungere il più velocemente possibile l’infortunato, su che materiali indispensabili dobbiamo caricare. Penso che questo sia una fortuna perché altrimenti mi verrebbe in mente l’assurdità della situazione: un Corpo Nazionale di Tecnici altamente preparati e specializzati costretto ad avere i materiali chiusi in un garage, i mezzi dislocati in modo estremamente inefficiente, quella che dovrebbe essere una sala operativa ed è, invece, un locale minuscolo dove due persone in contemporanea sono già troppe per lavorare. Nessun bagno, nessuna sala dove poterci riunire per discutere su cosa e come migliorare. Un assurdo.

E mi verrebbero in mente tutte le promesse che abbiamo ricevuto a destra e a manca e che sono rimaste solamente parole. Parole a cui non è seguito nessun fatto. Niente di niente. Mi verrebbe in mente che è dal 2013 che abbiamo manifestato l’esigenza di una vera base per far sì che il nostro servizio (servizio di pubblica utilità legato strettamente al 118 e al servizio di elisoccorso) possa essere svolto in modo efficiente ed efficace. Sei anni di attesa vana e vuota.

Forse paghiamo lo scotto di essere una realtà poco conosciuta a livello cittadino.

Se penso all’appoggio che la Pubblica Amministrazione offre al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico in altre Regioni e in altre Province…

E sì che non ci servono spazi enormi, strutture galattiche. Basterebbero un magazzino decente, una sala riunioni, i servizi igienici e un posto coperto e sicuro dove mettere i mezzi…

Per fortuna non ci penso ora. Come sempre, la priorità è per chi sta male. Per chi ci aspetta. Con paura, ansia e trepidazione.

Partiamo.

Come siamo partiti innumerevoli volte quest’anno (ad oggi 32 interventi) o l’anno scorso (69 interventi) o l’anno prima ancora (54 interventi)… Come partiremo sempre!

Ma fino a quando potremo sopportare una situazione del genere?

Roberto Morandi - Responsabile Stazione di Verona