E’ Natale, l’Italia è zona rossa: cosa vuoi che succeda?!?!

Ed invece è successo!

Alle sedici e quindici del giorno di Natale, suona il telefono di reperibilità. Si pensa subito a qualcuno che ha deciso di fare gli auguri. Ma non è così: una persona si trova in difficoltà sul Carega, al rifugio Scalorbi. Sta bene ma non è in grado di rientrare per la bufera di vento e neve che in breve ha coperto tutto con 40 centimetri di neve fresca e riduce la visibilità a pochi metri.

Ma oggi l’Italia non è zona rossa?

In breve organizziamo una squadra di sei persone, che parte da Verona con il mezzo fuoristrada e il carrello con il quad.

A Giazza le strade sono già imbiancate e siamo costretti a mettere le catene a a scaricare il quad.

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Saliamo verso il rifugio Boschetto dove purtroppo dobbiamo abbandonare il mezzo fuoristrada: troppa neve! Un componente della squadra si ferma per fare da ponte radio con Verona.

Video: https://youtu.be/OabDtZnAyNI

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D’ora in poi i mezzi di trasporto sono il quad e gli sci.

Video: https://youtu.be/V9j2lZNawp0

La squadra, trainata dal quad riesce a raggiungere il rifugio Pertica. Le condizioni meteo sono pessime: buio, vento forte e neve riducono la visibilità e rendono tutto molto più complicato. Oltre il rifugio il quad non riesce più a proseguire per i troppi accumuli e così quattro tecnici partono, con gli sci ai piedi, alla volta del rifugio Scalorbi. Il rischio valanghe si sta rapidamente alzando e bisogna procedere velocemente.

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Intorno alle 20.30 la squadra raggiunge il rif. Scalorbi e nel bivacco invernale trova l’escursionista. E’ infreddolito ma sta bene. Bisogna rientrare immediatamente: la neve si sta accumulando a vista d’occhio e i canali sopra la strada di rientro potrebbero cominciare a scaricare!

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Video: https://youtu.be/qmvUK5BKlKA

Video: https://youtu.be/8zl9X4jLhq0

Video: https://youtu.be/xrz3lIdI4zk

Video: https://youtu.be/zN9edBlE3-I

Verso le 21.45, finalmente, l’utente viene caricato sul quad e trasportato velocemente al Boschetto. I quattro tecnici con gli sci arrivano poco dopo.

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Tutto è bene ciò che finisce bene ma sulla vicenda ci sentiamo di esprimere alcune considerazioni:

- l’Italia durante la giornata del 25 dicembre era zona rossa e quindi, ma non spetta noi a dirlo, forse la persona era in un posto dove non avrebbe dovuto essere. In un momento così difficile per la nostra Nazione e per il mondo intero serve l’aiuto di tutti per cercare di stare alle regole con responsabile senso civico.

- la montagna invernale va affrontata con estrema responsabilità. Le condizioni meteo possono cambiare repentinamente (il maltempo era stato ampiamente preannunciato dai bollettini meteo) e creare situazioni di vero pericolo.

- d’inverno è necessario avere sempre con sé tutta l’attrezzatura necessaria. Nello zaino metteremo quindi del vestiario adeguato anche alle basse temperature, i ramponi, il cibo e le bevande calde,  la pila frontale.

- quando ci si muove da soli (cosa che comunque sconsigliamo) è necessario sempre avvisare un famigliare o un conoscente sul percorso che intendiamo effettuare. Non sempre, infatti, il cellulare ha segnale sufficiente per chiedere aiuto.

L’escursionista pagherà per ciò che ha fatto?

Non è compito nostro stabilirlo. Per quanto riguarda i costi di intervento previsti dal tariffario sanitario regionale sarà la Sanità stessa eventualmente a procedere. Per le eventuali sanzioni, saranno gli enti preposti.

Noi, come del resto in ogni intervento, abbiamo comunque informato tutte le autorità competenti.

Foto © Lorenzo Manfreda – Maurizio Albertini – Andrea Galdiolo – Roberto Morandi – Stazione di Verona CNSAS