Errore o imprudenza?

E’ quasi passata una settimana dal tragico incidente di venerdì scorso ma nelle menti di tutti i soccorritori la tristezza, la fatica, i dubbi e gli interrogativi sono ancora vivi.

Morire a 30 anni, precipitando da una slake-line sospesa a 150 metri sul vuoto, in un pomeriggio che doveva essere di gioco e festa, è una cosa che non si riesce ad accettare.

La chiamata arriva, come al solito, dalla centrale operativa del SUEM 118 di Verona intorno alle 18.30. Le notizie sono frammentarie. Sembra che un uomo sia precipitato mentre percorreva una slake-line (una fettuccia tesa sul vuoto tra due contrafforti rocciosi) in località Denti della Sega vicino a Passo Fittanze. E’ un luogo di confine e vengono immediatamente attivate anche le squadre di Ala e Rovereto del Basso Trentino.

La Centrale 118 di Verona invia sul posto l’eliambulanza con medico, infermiere e tecnico del soccorso alpino mentre una squadra a Rivoli e una a Boscomantico si preparano ad essere imbarcate. Anche la Stazione di Ala si prepara a fare alcune rotazioni. Rovereto, invece,  sale verso la Sega di Ala in macchina.

Chi arriva sul luogo dell’incidente capisce subito che per chi stava percorrendo quella sottile striscia di naylon non c’è più nulla da fare. Gli amici dello sfortunato ragazzo, presenti sul posto, non riescono a darsi pace.

In brevissimo tempo l’elicottero del SUEM 118 di Verona trasporta in quota tutte le squadre.

Per noi soccorritori inizia così una lunga e complessa manovra per il recupero della salma.

Tre Stazioni collaborano a ritmo pieno, in un posto estremamente impervio con salti di roccia di 15-20 metri e un canale molto ripido con sassi che si muovono ovunque, mettendo a rischio l’incolumità degli stessi soccorritori.

Il tutto ormai al buio.

Le operazioni terminano intorno a mezzanotte quando la salma viene affidata al carro funebre.

Resta il dubbio di come possa essere accaduto un simile incidente.

Fatalità? Un tragico errore? Un’imprudenza? Chissà.

Ma ormai, anche questo, conta relativamente…

Foto © Enrico Morini – Lorenzo Manfreda – CNSAS Stazione di Verona

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