In fretta! Bisogna fare in fretta!!!

È sabato sera. Un sabato di fine agosto.

La chiamata, come sempre, arriva inaspettata.

Sono le 21.15 e la Centrale Operativa del 118 di Verona ci comunica che c’è una persona cardiopatica in difficoltà nei pressi dell’ormai “famoso” Ponte Tibetano, sotto malga Biancari.

Non c’è un attimo da perdere.

Non conosciamo la posizione precisa dell’infortunato ma sappiamo bene (è il quinto intervento in zona dall’inizio del 2017) che il recupero non sarà semplice.

La squadra parte da Boscomantico poco dopo e nel più breve tempo possibile raggiunge malga Biancari. Ancora un centinaio di metri su strada sterrata e poi, a piedi, con le frontali, giù nel bosco.

Il sentiero è tutt’altro che agevole e non è la prima volta che mette in difficoltà gli escursionisti che lo percorrono. È ripido, con gradoni insidiosi di roccia… Picchia giù, diretto al Ponte.

Ed è proprio poco prima del ponte che i nostri tecnici trovano la persona in difficoltà. È con moglie e tre bambini.

Le condizioni del paziente destano parecchie preoccupazioni e Fabio, il nostro infermiere, cerca subito di stabilizzarlo. Intanto il resto della squadra comincia ad approntare la barella e le corde per i recupero.

Il tempo passa e bisogna accelerare i tempi.

Monitorato, con elettrocardiogramma e valutazione dei parametri continui, il paziente viene caricato a spalle e si inizia un lungo recupero verso l’automezzo.

È la mezzanotte passata quando, finalmente, dopo più di un ora di barella portantina, i tecnici del CNSAS affidano l’uomo al personale sanitario dell’ambulanza giunta sul posto.

La tempestività dell’intervento, la professionalità e la dedizione impiegate hanno permesso, anche questa volta, di portare in salvo chi si trovava in difficoltà.

Restano le spalle doloranti per il peso trasportato ma la soddisfazione di avere fatto, ancora una volta, un ottimo lavoro.

Foto © Marco Vignola – Archivio CNSAS Stazione di Verona

2017-08-28-photo-00001322