Super lavoro!

logo-CNSAS-trasparente-2

Giorni di super lavoro per i tecnici della stazione di Verona.

Non sarà un resoconto breve quello degli ultimi giorni, visto che le chiamate arrivate ai nostri numeri di reperibilità da parte della Centrale Operativa del 118 sono state 8 in 4 giorni. Quindi mettetevi comodi!

Ma andiamo con ordine.

Venerdì scorso, 18 settembre, riceviamo la chiamata per una signora che, percorrendo il sentiero che da Trattospino porta a Cima delle Pozzette, sul Monte Baldo, circa all’altezza della stazione a monte della seggiovia di Prà Alpesina, si è procurata un trauma al ginocchio. La centrale del 118 decide di inviare sul posto l’eliambulanza mentre una squadra si porta velocemente alla base avanzata di Rivoli V.se per un’eventuale supporto. Fortunatamente il luogo aperto e la buona visibilità permettono un imbarco rapido e il successivo trasporto all’ospedale.

Il giorno seguente, sabato 19, il gestore del rif. Telegrafo, tecnico della stazione di Verona, riceve la richiesta di aiuto da parte di due fratelli di cui uno impossibilitato a proseguire per un forte dolore alla gamba. I due, in rientro verso Novezzina, si trovano sul sentiero delle creste e vengono velocemente raggiunti dal gestore che valuta le condizioni dell’infortunato. Una squadra si attiva immediatamente per raggiungere con il mezzo fuoristrada il Passo del Camin e poi, a piedi, il luogo dove è fermo il malcapitato. Vista. però, l’ora abbastanza tarda, la centrale del 118 decide di inviare sul posto l’elicottero che recupera, con verricello, l’infortunato e lo trasporta all’ospedale di Peschiera. Avere un Tecnico del Soccorso Alpino a presidiare un rifugio di alta montagna significa anche questo: poter fornire velocemente supporto qualificato a chi si venga a trovare in difficoltà sui sentieri da e per il rifugio.

 119971973_3814819511865992_2211997948478016397_o

Domenica 20 è stata la giornata più impegnativa.

La prima chiamata arriva in mattinata per un malore sul Monte Purga, sopra l’abitato di Velo V.se. Mentre una squadra si prepara per partire, la centrale operativa del 118 invia l’eliambulanza che recupera velocemente l’infortunato e lo porta all’ospedale per i controlli del caso.

Passano poche ore e veniamo attivati per un incidente avvenuto nei pressi del ponte tibetano della Valsorda. Due tecnici della stazione raggiungono direttamente il luogo dell’incidente mentre una squadra parte da Verona con il mezzo fuoristrada. Quando i tecnici giungono sul posto si trovano davanti alla seguente situazione: un signore anziano, mettendo un piede in fallo, è caduto per una decina di metri nel bosco molto ripido trascinando con sé la nipotina di 4 anni che teneva per mano. La madre della bimba, cercando di  raggiungere i due, mettendo male un piede, si è procurata la frattura della caviglia rimanendo   impossibilitata a muoversi. La caduta dell’anziano signore è stata fermata da un albero abbattuto che gli ha salvato la vita ma le contusioni e le ferite riportate sono di una certa gravità. La bimba risulta miracolosamente illesa. Immediatamente i soccorritori stabilizzano i due feriti e mettono in sicurezza la bambina. Vista la situazione piuttosto critica, la centrale del 118 decide di attivare l’elisoccorso di Trento in quanto l’elicottero di Verona è impegnato in altro intervento. L’equipe dell’elicottero recupera con verricello i due feriti mentre la bambina viene condotta a malga Biancari a piedi dai soccorritori. Tutti vengono condotti poi all’ospedale di Negrar.

Sottolineiamo ancora una volta come i sentieri che conducono al ponte tibetano della Valsorda siano sentieri per escursionisti esperti da affrontare con le dovute calzature!

PHOTO-2020-09-20-20-27-55

PHOTO-2020-09-20-20-28-23

PHOTO-2020-09-21-08-16-06

PHOTO-2020-09-20-20-36-37

Mentre era in corso questo intervento, la centrale ci ha attivato per una persona che, nei pressi del ponte tibetano di Crero, sul lago di Garda, scivolando, si è procurata la frattura della caviglia. Un tecnico è quindi partito da Malcesine, dove risiede, mentre un altro dalla base avanzata di Rivoli. I due hanno velocemente raggiunto l’infortunata e, dopo averla trasportata con la barella per un breve tratto, l’hanno caricata sul mezzo fuoristrada e quindi consegnata alle cure dei sanitari giunti con l’ambulanza.

Due ore dopo il termine dell’intervento in Valsorda giunge un’altra chiamata: sono le 20.30 e la centrale ci informa che un ragazzo tedesco, scendendo dal Monte Altissimo, lungo il sentiero 8 con la mountain bike, deve aver sbagliato sentiero e si trova ora in un canalone ghiaioso sopra un salto di roccia. Ormai è buio e visto che i sentieri di accesso partono da Nago, sopra Riva del Garda, decidiamo di attivare la Stazione confinante con la provincia di Verona. Immediatamente il Soccorso Alpino Trentino si mette in moto e anche il tecnico residente a Malcesine si aggrega alle squadre di Riva del Garda. Il posto dove si trova il ciclista è davvero impervio e la centrale del 118 di Trento decide di inviare l’elicottero con i visori notturni. Non è la prima volta che l’elisoccorso trentino effettua un intervento in quel luogo ma ci vuole senz’altro un’altissima professionalità per recuperare, al buio, in un posto simile, il ciclista ormai infreddolito e spaventato.

Il sentiero 8 è un sentiero molto lungo, con tratti difficili da percorrere anche a piedi. E’ un sentiero in cui occorre anche un’ottima capacità di orientamento.

L’intervento si è chiuso intorno alle 23 e anche le squadre di Verona, pronte ad intervenire in supporto, sono potute rientrare.

Ma non finisce qui!

Lunedì 21, nel primo pomeriggio veniamo attivati per un’escursionista tedesca in difficoltà per una distorsione alla caviglia lungo il sentiero 1 del Monte Baldo. Una squadra parte da Verona mentre altri due soccorritori raggiungono autonomamente Malcesine e cominciano a salire con un mezzo fuoristrada, diretti verso Malga Fiabio. Ed è su questa forestale, molto stretta e ripida, che trovano l’escursionista che, una volta medicata, viene condotta al rendez-vous con l’ambulanza.

PHOTO-2020-09-21-17-18-03

Anche in questo caso la causa dell’incidente è da imputare alle calzature assolutamente non adatte al tipo di terreno. Purtroppo molti escursionisti non capiscono che le scarpe con il collo basso (quelle da running per intenderci) non offrono nessuna protezione alla caviglia la quale, soprattutto in soggetti poco allenati, cede. Per evitare spiacevoli e dolorose conseguenze consigliamo di indossare calzature con il collo alto anche se apparentemente meno comode.

Le squadre sono appena rientrate che arriva un’altra chiamata. Sono le 20.45 e la centrale del 118 ci attiva per due escursionisti tedeschi che, in discesa dal sentiero 7 del Monte Baldo, stanchi e infreddoliti (indossano soltanto maglietta e pantaloncini corti), sorpresi dal sopraggiungere del buio, non sono più in grado di proseguire. Altra salita verso Malga Fiabio e poi a piedi per tre soccorritori partiti, uno da Malcesine e due da Rivoli. Un’altra squadra si prepara per partire da Verona ma sembra un semplice accompagnamento e quindi non dovrebbe essere necessario andare in supporto. Invece, quando i soccorritori arrivano sugli utenti, scoprono che uno di loro, una ragazza di vent’anni, non è assolutamente in grado di camminare per un forte dolore ad un  ginocchio. Non resta, quindi che caricarla in barella e trasportarla a spalle per più di un’ora fino al mezzo fuoristrada. Sono quasi le una del mattino del 22 quando l’infortunata arriva all’ambulanza dove (udite) rifiuta il ricovero. Alle 1.45 le squadre chiudono la base e un’altra lunga giornata può concludersi.

 PHOTO-2020-09-21-20-52-34

Con questo intervento, sono 65 le volte che siamo stati attivati in questo strano 2020, con due mesi di stop assoluto. L’anno non è ancora finito e abbiamo già superato il numero degli interventi del 2019!

Purtroppo, a fronte di tutti questi interventi, siamo costretti a lavorare senza una base operativa vera e propria. Al di là del Comune di Rivoli V.se, che ci ha messo a disposizione degli spazi come base avanzata per l’area Baldo, e di altri Comuni della provincia che ci hanno offerto soluzioni purtroppo non percorribili per motivi logistici, sono anni che sopravviviamo grazie alla disponibilità di privati cittadini che ci ospitano nelle loro proprietà. Attualmente dobbiamo ringraziare di cuore la grande disponibilità di Damiano Tommasi (ex calciatore, ve lo ricordate?) che ci concede la possibilità di usufruire di alcuni spazi all’interno di una sua proprietà. Purtroppo, però, anche questa sistemazione è provvisoria e prima o poi dovremo trovare altre soluzioni. Dalle Istituzioni cittadine, finora, abbiamo ricevuto solo promesse.

Speriamo che, quanto prima, si possa trovare una soluzione definitiva.