Un nome, una garanzia!

12.47 di giovedì 28 agosto.

Suona il telefono di reperibilità. Una persona è in difficoltà in un punto non ben precisato del versante ovest del Monte Baldo, sopra Navene. E’ fuori dai sentieri tracciati e non è più in grado né di salire né di scendere. Riesce a comunicare con il telefono ma non sa dare indizi precisi.

Scatta immediatamente l’allarme!

Visto che il telefono della persona in difficoltà ha campo, procediamo subito ad attivare la geolocalizzazione tramite sistema GeoResq. Se il telefono ha la possibilità di avere traffico dati, la localizzazione non dovrebbe avere problemi. E, infatti, è così! Pochi minuti dopo abbiamo le coordinate esatte del luogo dove si trova la persona. E’ un posto molto impervio, a circa 400 m sopra il Lago di Garda, su un costone roccioso che fa da versante destro della Val Marza (un nome una garanzia)!

Mentre la squadra si dirige, con il mezzo della Stazione, verso Navene, Beppe, volontario della Stazione di Ala che vive a Malcesine, parte immediatamente in direzione delle coordinate.

La salita è resa difficile dal terreno molto impervio… Canali, roccette, bosco ripido…Sassi che si muovono un po’ ovunque…

Quando la squadra arriva a Navene, Beppe raggiunge la persona in difficoltà e la mette in sicurezza. E’ una ragazza partita da sola, con il proprio cane, per fare un giro sul baldo. Non ha calzature adatte ed è salita per un lungo tratto fuori sentiero avventurandosi su passaggi di primo e secondo grado con roccia instabile.

Appare subito evidente che portarla via da lì a piedi potrebbe essere pericoloso per la sua incolumità e per quella dei soccorritori e quando arrivano sul posto anche i soccorritori partiti da Verona, viene deciso che il modo più sicuro per portare in salvo la ragazza può essere  l’elicottero. 

Ci si consulta brevemente con la Centrale Operativa del 118 di Verona che, viste le condizioni del luogo, decide di inviare l’elicottero.

Pochi minuti dopo, M. R. è caricata a bordo per mezzo del verricello e può dirsi in salvo.

A noi soccorritori non resta che scendere, con il cane della ragazza,  fino alla strada che costeggia il Lago di Garda e rientrare in base.

Chiudiamo la porta del magazzino che sono ormai le 20.00

Per fortuna tutto è andato per il meglio ma constatiamo come ci sia ancora chi percorra tracce molto labili di sentiero, da solo, senza le calzature adatte, avventurandosi su percorsi inesistenti, mettendo a rischio la propria incolumità e quella dei soccorritori!

  

httpv://www.youtube.com/watch?v=92-GRf3tQlI

foto © Albertini Maurizio – Morandi Roberto – Archivio Stazione di Verona