Un prezzo troppo caro

La chiamata arriva alle 22.45 di venerdì 30 agosto.

La centrale del 118 di Verona ci comunica il mancato rientro di un ragazzo si Pegognaga (MN) che è andato a fare un’escursione al “Ponte Tibetano” della Valsorda. La sorella riferisce di aver ricevuto notizie del fratello fino circa alle 18.00 poi più nulla. Nella zona, però, il cellulare prende molto poco ed è probabile che il ragazzo sia stato sorpreso dall’oscurità e ci stia aspettando.

Decidiamo di fare quattro squadre che perlustrino i sentieri che vanno al Ponte Tibetano e quelli di un eventuale rientro.

E’ buio pesto e il procedere, anche per le squadre del Soccorso Alpino, non è agevole. I sentieri della Valsorda e delle valli limitrofe non sono sentieri facili. Sono spesso resi scivolosi dall’umidità, a volte ripidi ed esposti su salti di roccia insidiosi, pieni di tracce fuorvianti lasciate dagli animali, soprattutto cinghiali. Decisamente non sentieri “turistici”. Da affrontare con l’adeguata preparazione e attrezzatura, a cominciare dalle calzature.

E potrebbero essere state proprio le calzature a tradire Gabriele, questo il nome del ragazzo, il cui corpo esanime viene trovato, alla base di un salto verticale di una decina di metri, da una squadra verso le 2.45 della notte.

Il medico del Soccorso Alpino, fatto arrivare velocemente sul posto non può, purtroppo, che constatarne il decesso.

Dopo l’autorizzazione a procedere, la salma viene trasportata, non senza difficoltà, lungo il vaio Mondrago fino al Ponte Tibetano dove, alle prime luci dell’alba, l’elisoccorso trentino, con un verricello di una quindicina di metri, la preleva e la porta a Malga Biancari. Ad attenderla ci sono, oltre ai carabinieri di Fumane, anche tutti i familiari.

Il povero Gabriele ha pagato un prezzo troppo alto per la mancanza di esperienza e l’attrezzatura inadeguata per il luogo. Cose, queste, da da lui stesso dichiarate in un video postato su Instagram poche ore prima dell’incidente.

Speriamo che le parole di Gabriele, rese fin troppo pubbliche da tutti i media, possano aiutare altri escursionisti a non mettersi nella medesima situazione.

Foto @ Stazione di Verona

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