Una notte all’addiaccio

Ha passato tutta la notte all’aperto, in Valsorda, rannicchiata sotto un piccolo anfratto e quando finalmente è riuscita ad inviare un sms, ha chiesto aiuto.

E’ successo ad una donna di quarant’anni, residente a Verona, venerdì 26 ottobre.

La donna, che vive da sola, era partita nella mattinata di giovedì 25 per un’escursione al ponte tibetano della Valsorda. Nel rientrare ha però perso l’orientamento (in quella zona purtroppo, per la scarsa manutenzione dei sentieri e le innumerevoli tracce lasciate da cinghiali ed altri animali selvatici, è molto facile perdere il sentiero) e ha vagato fino al sopraggiungere del buio. La zona non ha copertura telefonica e la donna si è preparata per una notte all’aperto. Fortunatamente le temperature non troppo rigide non l’hanno messa in serio pericolo di vita.

Anche con il sopraggiungere del giorno, però, l’escursionista si è resa conto di non riuscire a rientrare autonomamente e, ricevuto un sms dal proprio datore di lavoro che non l’aveva vista presentarsi la mattina in azienda, ha provato a rispondere con un sms di aiuto dicendo di trovarsi in Valsorda e di essersi persa. Come a volte succede quando la copertura telefonica è scarsa, malgrado il cellulare non segnasse campo, l’sms è partito e ha messo in moto tutta la macchina dei soccorsi.

Due squadre hanno quindi percorso la Valsorda, una partendo dal basso e una dall’alto, chiamando ripetutamente a gran voce il nome della donna.

Ed è stata proprio la squadra partita dal basso che dopo poco è riuscita ad individuare la povera escursionista.

Le condizioni di salute, malgrado la stanchezza e la sete, sono parse subito buone e la donna è stata ricondotta senza particolari problemi alla propria autovettura.

Ricordiamo che in zona di scarsa copertura telefonica, in caso di assoluta necessità, è utile provare a spegnere e riaccendere il cellulare e tentare di inviare, ad un conoscente, un sms (non un messaggio WhatsApp o simili per i quali è necessario disporre di traffico dati) con indicata la richiesta di aiuto, il luogo e il punto di partenza della propria escursione. Quasi tutti gli smartphone, inoltre, hanno ormai il GPS integrato ed è possibile determinare le coordinate della propria posizione anche senza copertura telefonica. Aggiungere questa preziosissima informazione nell’sms di aiuto, può fare la differenza tra la vita e la morte.

Foto © Maurizio Albertini – CNSAS Stazione di Verona

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